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2月27日 E il vecchietto dove lo metto?Arbitro nella vita, come nel campo... evidentemente mi ci vuole poco per essere protagonista...
Oggi, visto che vengo dalla liguria, e quindi dalla patria del pesto, di Colombo e di Orlando Portento, parleremo degli ultraquarantenni, delle volpi bianche, dei capitani di lungo corso... insomma, del folto della truppa nelle discoteche della nostra amata terra, la più anziana d'Italia.
Il soggetto medio ha sempre tra i 43 ed i 48 anni, ma a domanda diretta o sbirciando sull'immancabile profilo multimediale ne dichiarerà, per questioni fiscali, al massimo 35. Più facilmente 30. Forse perchè sperano in qualche contributo europeo per l'imprenditoria giovanile... imprenditori di loro stessi... fatti con le loro stesse mani... insomma dei drogati segaioli!
Il loro fisico, più che da ore ed ore ed ore di palestra, da diete estenuanti, da centinaia di lettini abbronzanti, da sedute fiume di abbronzatura integrale a spiaggia è provato dal tempo che inesorabile passa. La zampa di gallina si trasforma in artiglio di tacchino e le maniglie dell'amore sono diventati barre antirollio ad assetto variabile.
Per non parlare di quei pochi superstiti, coraggiosi come i reduci dalla Russia, che si trovano in testa e che fanno la guardia al forte come ne "Il deserto dei tartari". Ecco, ma non pensate a arditi soldati in GRIGIO-verde... pensate più alle sgargianti divise delle guardie svizzere... ingellati, tinti, scolpiti... a mo' del 20enne più duro e puro.
Per non parlare della maglietta a rete glitterata e del jeans a vita bassa che sono fatti a posta per sottolineare il rovinio del fisico di cui sopra.
Nella migliore delle ipotesi il degno compare di tal soggetto è un 18enne patente e chiassoso che "tanto lo ama quanto lo spreme". Padre e figlio, nonno e nipote, bancomat e casalinga... scegliete un po' voi come chiamarli
E quando parlerete al buon appartenente agli -anta disquisirà con fervore dell'ultimo singolo di Britney quando a mala pena sente la Nilla Pizzi sul suo grammofono "Voce del Padrone" e sfoggerà un cellulare da mutuo per 20 anni e se va bene sa far funzionare il telefono a gettoni.
Figli ulteriori della sua attività lavorativa ultraredditizia (sempre così, anche se poi fa il cartone al mercato) c'è il macchinone Mercedes, Volvo o BMW (e visto ke la patente l'han presa quando gli utenti della strada erano 3 di cui una papera ed il carretto dell'ortofrutta ogni volta che salite dovete far scorta di Xamamina ed una chiamata a S. Cristoforo)...
E finalmente giunti alla sera tornano a casa, la casa pressoché vuota e mal arredata di un 40enne scapolo, si guardano allo specchio e pensano...
"... le due sorelle, facendo casa comune, dopo la morte dei loro mariti non avenvano voluto privarsi di nessuna masserizia appartenente alla casa maritale: donde quell'inutile abbondanza: ingombro più che ricchezza.
Nella loro stolidaggine le due vecchie non ricordavano più di aver avuto marito, e ciascuna aspettava la morte dell'altà per andare a nozze con un loro sposo immaginario... [...]... E frattanto si facevano acconciare, parare dalle vicine con gli abiti del loro bel tempo; e le vicine sceglievano apposta quelli di stoffa più chiara, i più goffi, i più antichi e stridenti con la vecchiezza delle due povere dissennate; e siccome i corpetti andavano loro adesso troppo larghi, legavano alla vita a questa un boa spelato, a quella un gran nastro; e fiori di carta mettavano loro in capo e foglie di cavolo o di lattuga e capelli finti, e poi cipria in faccia, o imporporavano loro le gote squallide, cascanti, con uva turca: "Così! Così! Sembra proprio una ragazzina di 14 anni!". "Sì, sì - rispondeva la vecchia, gongolando, ridendo con la bocca sdentata davanti allo specchio e forzandosi a tenere ferma la testa perchè l'edificio di quell'acconciatura non crollasse - Sì, sì! ma chiudi subito l'uscio! Adesso egli verrà e non vorrei che quella lì lo vedesse entrare... Chiudi! chiudi!"
(Dall'Esclusa, Luigi Pirandello) 2月26日 Mission ImpossibleIl casino di essere citati è che cominci a essere vecchio... Roba da nome sul marmo che fa tanto rima con lapide...
Prendo spunto dalla storia raccontatami da un amico per fermare tre pensieri circa quello che a noi gay piace tanto... le storie impossibili. Tafazi, obiettivamente, ci fa una pippa e con certe persone facciamo proprio di tutto per spappolarci i testicoli a bottigliate.
Tipica situazione: in un ambiente neutro (fermata metropolitana, festa a casa di amici, compagno di orinatoio alla stazione, libreria) vediamo e conosciamo un tipo. Per nostra stramaledetta sfortuna quel giorno abbiamo più fame e meno diottrie del solito e ci sembra veramente il nostro tipo ideale... QUINDI deve essere nostro. Prendiamo la sua cortesia per attenzione, il suo gusto per l'estetica per finocchiaggine, il suo sguardo provato da 8 ore davanti ad un monitor per languido ed accondiscendente.
E' etero, sposato, con prole, se va bene donatore alla banca del seme... non importa, perchè "non si sa mai"... e poi è così carino. Ci sono passato pure io a fantasticare su quello piuttosto che su quell'altro ma la mia insana pigrizia mi ha sempre riportato a terra più velocemente di un volo Alitalia...
Altro caso tipico: l'indeciso da convincere. Già si è un passettino avanti... questo si sa già che un po' pende come la torre di Pisa, non sa se scegliere "tra cozza e pesce spada" (Andre docet), è lì, nell'interregno che sta tra una vita normale ed una pioggia di glitter. E noi ci prostituiamo, ci offriamo di fare da Caronte, ascoltiamo per ORE i suoi tragici pianti al telefono sulla sua eterna indecisione e premiamo più di Berlusconi affinché la croce sia sul nostro simbolo. Poveri illusi... a noi arriveranno solo lamentele e disgrazie, storie strappalacrime e situazioni alla "Incompreso". Ed il primo fessacchiotto che lo girerà come una milanese avrà partita vinta... e tanti saluti a casa.
Terzo caso tipico: l'amicizia ambigua. Diciamocelo... chi non ha mai frequentato un "amico" sperando che finalmente "amico" facesse rima con "amante"? Altra situazione obiettivamente straziante, perchè magari l'altro non ha nemmeno mai avuto tra le orecchie l'idea di "qualcosa di più" mentre noi bramiamo ogni segno come possibile consenso. Queste, come amo affermare, non sono né saranno mai amicizie e finiranno tragicamente al primo "outing". Soppresse come un Eurostar.
Ma si sa che i gay, in un senso o nell'altro, si devono far del male... 2月21日 ...Empatia portami viaForse sono io che non capisco più gli altri, o forse sono stato sempre così cieco da non averli mai capito e da convincermi del contrario.
Forse è la mia vita quella che sta diventando una specie di continua sacrestia, ritirata in attesa di qualcosa di grande, di solenne, di festivo... ed io in eterna preparazione, assorto e meditante.
Forse è il mio carattere che davvero è incompatibile con il prossimo, così pronto a conquistare, così veloce nell'allontanare.
Forse è essere sincero che tradotto vuol dire inopportuno; forse è essere diretto che tradotto vuol dire scostante; forse è essere indiscreto (molto) che vuole dire sempre e solo indiscreto.
Forse ho valori che gli altri non hanno...
O forse è solo questione di prezzo.
Forse sto diventando un maledetto misantropo che nel buio della sua stanza coltiva un unico fiore notturno in attesa che un mattino si svegli e lo si trovi aperto.
Forse dovrò davvero mettere una bella lapide sull'immagine di bella persona che mi sono sempre figurato...
"Esistette, non visse; Guardò, non vide; Ascoltò, non sentì; Finì, non morì" 2月17日 Ti voglio beneUna semplice frase, riassumibile in quell'atroce TVB da sms.
Talora una dichiarazione di guerra, talora un de profundis ad ogni possibile ulteriore rapporto.
"Vorrei lasciarlo, gli voglio troppo bene". Quante volte ce lo siamo sentiti dire da amici in ambasce perchè non sapevano come scaricare l'amato fidanzato in vena di tornare a folleggiare sul mercato ortofrutticolo del gaymondo? Ma come... esiste ancora QUESTA come scusa?
Primo... se gli vuoi bene perchè lo vuoi lasciare? Secondo... se gli vuoi veramente bene, allora forse è meglio che lo lasci! Terzo... non è forse che non vuoi passare per stronzo? Ah... è sempre solo questione di fottutissima reputazione.
Sei lì che stai facendo sesso... ed in un momento in cui non te ne accorgi si incrociano gli occhi tra te ed il tipo con cui ti stai tirando le storie da qualche tempo... Socchiude gli occhi e ti dice: "Ti voglio bene". E tu, che sai benissimo che non è proprio la persona per te cosa rispondi? "Anch'io" senza guardarlo negli occhi? Continui il tuo sporco lavoro senza dire nulla (Gianpo docet)? O osi mentire guardandolo negli occhi? Ne hai davvero il coraggio o sei troppo sincero con te stesso per dire che dopo la quarta scopata non te ne fregherà più nulla?
"Buonanotte piccolo, tvb". Oramai, come ho già scritto, è quasi formula di saluto... ma cosa vuol dire "voler bene" ad una persona?
Non tutti, fortunatamente, sono così. Fortunatamente c'è ancora chi lo dice soppesando quelle tre parole, quelle 12 lettere. Chi fa scintillare gli occhi mentre lo sussurra.
Ma spesso si vuole bene o non si vuole male?
E siete proprio così sicuri che non sia un sofisma? Il valore dell'amiciziaAvevo 21 anni quando l'ho scritta... si sente
L'amicizia ha valore? L'amicizia per me è come un diamante. Per sempre.
Apro completamente il mio cuore ad un amico. Mi spoglio di una corazza che indosso solo per celare un animo che so essere fragile e troppo sensibile. Ed ecco indossare l'abito dello sguardo freddo ed indagatore, del sorriso sardonico e pieno di sarcasmo, dell'indole autoritaria ed un po' troppo facile all'ira, del modo di fare spesso sbrigativo ed arrogante. Ma davanti ad un amico sono nudo, remissivo, dolce, abbandonato spesso tra le sue braccia (e non metaforicamente) a farmi abbracciare e ad appoggiargli la nuca sulla spalla.
Cosa sono disposto a fare per un amico? Tutto. Credo di aver fatto veramente qualsiasi cosa per un amico. Ho calpestato il tempo che dovevo dedicare a me o alle mie incombenze. Ho sacrificato il mio orgoglio spesso incoercibile. Ho dimenticato e perdonato atti che altri avrebbero sicuramente fatto scontare con pene lunghe e dolorose.
E tutto questo lo dico senza minimamente rinfacciare a nessuno quanto ho fatto e quanto continuerò a fare per un sentimento di amore sublimato verso un'altra anima, perchè l'amicizia è una forma pura d'amore. Sublimata e depurata. Credo nell'amicizia come credo che Dio esiste. E come credo che Dio esiste nonostante apparentemente il male ìmperi (... posto che Dio sia il Bene, sia chiaro) credo nell'amicizia nonostante molte volte, moltissime volte, purtroppo troppo spesso noti che ci sia sempr qualcuno pronto a distruggere tutto quanto così stupendametne costruito.
"L'amicizia ha qualcosa che l'amore non ha: la sicurezza". Così dice Pietro Battaglia. Ed io comincio a dubitare sulla verità di questo aforisma. Comincio a non credere più che in assoluto si possa essere certi di un amico. Ma a differenza di quando si è lasciati da un ragazzo, e quindi si è traditi, in cui il senso di vuoto è colmato dal pieno del rancore e della rabbia... quando si è lasciati da un amico si avverte solamente il vuoto di qualcosa che non ci appartiene più. Ed allora ti guardi indietro e vedi solo parole, fumo, tante cose che piano piano svaporano come la nebbia colpita dal vento gelido di una mattina di inverno. Già, perchè solo il gelido vento dell'amarezza riesce a spazzare via tutto quanto un amico ti ha promesso e poi non ha mantenuto.
Che cos'è un amico? È la parola compresa appena prima che sia detta, è lo sguardo forte come una mano che ti sorregge, è il sorriso che scalda più di un sole di mezz'estate, è la risata squillante e contagiosa, è un solo cervello ed una sola anima tra due corpi, è un sentiero di montagna circondato dai fiori, è un tramonto sulla spiaggia mano nella mano. O è l'immagine diafana di un miraggio nel deserto. OdioOdio i calzini bianchi. Odio le cravatte fantasia. Odio i pantaloni a vita bassa e a zampa d’elefante. Odio lo sguardo sfuggente, lo sguardo strafottente e soprattutto lo sguardo che non mi dice niente. Odio ancora di più i modi cordiali, odio le fototessere, i posaceneri colmi ed i lavandini pieni di piatti. Odio le catene di S. Antonio, odio il caldo, odio il vento caldo, gli autobus strapieni in un giorno piovoso di novembre. Odio le domeniche pomeriggio d’estate ed i venerdì sera d’inverno. Odio il silenzio, il vuoto, il vacuo della mente che si dibatte come un tonno nella mattanza senza comprendere da che parte stia andando. Odio la rottura dell’equilibrio, chi tenta di distruggere la mia tranquillità, chi attenta alla mia serenità, chi si innamora di me e colui il quale è oggetto del mio amore. Odio la polvere sugli schermi televisivi, odio i materassi sfiancati come vecchie prostitute dell’angiporto, odio i letti rumorosi, i cuscini bassi e le parole sussurrate nel silenzio. Odio i moralisti, che cambiano morale come cambiano mutande, ed odio i repressi, che nascondono sé stessi dietro ad un dito ricolmo di pietà. Odio le mattine piene di sole, le notti illuminate a giorno dalla luna, le risate a squarciagola, le parole iniziate e non finite, gli “io non lo farei mai” e i “se io fossi in te”. Odio i 17enni truzzi e checche, odio i problemi degli altri che devono diventare anche i miei, odio i sessuomani che non hanno esperienza ed odio gli sboccati che prendono subito confidenza. Odio torinesi, astigiani, verbani e cuneesi, odio gli indecisi, odio gli indemoniati ed odio soprattutto i finocchi sposati! 2月3日 Un uomo solo al comando, la sua maglia è nera...Per una volta parlo di me, sarò breve, lo giuro.
Come forse avrete capito dalla foto, o come forse saprete se mi conoscete sono una "giacchetta nera", un arbitro di calcio, un cornuto (o un vagabondo) della domenica.
GAY.
Non faccio questa sottolineatura per ulteriormente aggiungere un senso di pride che non possiedo, ma solo per far notare che ogni volta che racconto questa mia piccola passione sono bersagliato più o meno dalle solite domande...
"Eh... chissà quanti bei fighi che vedi" (Nei campionati minori giocano persone anche di 50 anni... ed il mediomaschioeterocalciatore è spesso piuttosto rovinato...)
"Eh... chissà cosa succede sotto la doccia" (NIENTE, mi faccio la doccia... veloce se poi devo correre da qualche parte, più calma se la partita era sotto le intemperie, più nervosa se ho arbitrato male)
"Eh... come sono i calciatori nudi?" (Ma chi li ha mai visti...? Sì, ogni tanto butto anche l'occhio se la porta è aperta... ma mediamente non mi metto a fare il voyeur da locker-room)
"Eh... chissà quanti calciatori ti sei fatto!" (Nessuno, ma aspetto l'occasione)
"Eh... allora sei maschio!" (... su questa glisso, dico solo che ci sono colleghi che sono più vicini a Solange che a Collina)
Ma domando a VOI (e vi prego di estendere la domanda il più possibile)... ma come fanno a venire in mente certe bestialità?! 2月2日 O' famo strano?Lo si sa, la chat è un po' il cestino della cartaccia per la coscienza e le coscienze, per il perbenismo e i luoghi comuni. Insomma, lì si sommano tutto il peggio del peggio a cui vengono tolte le reticenze e le ipocrisie... Il risultato è che, talora, viene fuori un mix che è oltre modo comico...
Primo tra tutti il modo di fare sesso... tutto tranne che "live"... in cam, al tel, al cell... e fin qui uno potrebbe anche comprendere che in fondo le hotline erotiche anche artigianali hanno un senso... ma quando ti propongono di fare sesso "per sms"... per "email"... la prossima frontiera sarà un ritorno all'antico e si potrà fare sesso per lettera o, per i più impazienti, per telegramma. "Vengo. STOP"
Altro MUST delle chat gay è il tipico annuncio "Sono schiavo, cerco qualcuno che mi sottometta in cam". Anche qui siamo all'apoteosi dell'apice della virtualizzazione. Il bello è che c'è davvero gente che davanti ad una cam fa qualsiasi cosa, ed obbedisce a qualsiasi ordine gli dia il telespettatore... Vi stupite tanto? Mi sembra che ci siano decine di persone che pur di stare davanti alla telecamera darebbero via il c... con godimento loro e buona pace di tutti...
Una delle richieste più assurde che mi è stata fatta fu quella di un tal soggetto di cui non ricordo età e retaggio che mi chiese una foto dei denti. L'ideale sarebbe aver avuto una digitalizzazione di una lastra panoramica delle arcate dentali... ci mancava soltanto che mi facesse il preventivo per due otturazioni, un ponte e la pulizia e poi potevo dir addio al mio dentista di fiducia. "Dio mio ... che belle arcate che hai... come vorrei trapanartele...".
Sarà capitato a tutti il soggetto che durante i momenti clue (o club) il vs/la vs. partner uscisse con espressioni del tipo "Dime porca che me piase" (Ste docet) o simili. Roba che farebbe impallidire anche il più scafato degli stalloni... Pensate che a me capitò che durante una conversazione in chat uno mi dicesse "A me eccita se uno SCRIVE delle bestemmie". Essendo in fascia protetta evito di dire le oscenità che mi divertivo a scrivere ed i commenti sempre più alterati del mio interlocutore, in preda ad una sorta di raptus "mistico"... oddio, proprio mistico non è...
Chiudo con qualcosa che pare sia diventato di moda sulla rete mIrc... "Faccio quello che vuoi in cam se mi ricarichi il cellulare". Capisco che in tempo di euro e lontani dalle promozioni il credito del cellulare si esaurisca a tempo di record, forse perchè tutti sperano di essere richiamati da Adriana della Tim o da quel bonazzo che gli stava accanto prima che quel fracicone di De Sica lo sostituisse... ma arrivare alla prostituzione... santo cielo... MA ad un mio amico è successo che qualcuno non gli chiedesse la ricarica bensì le LUNE della promozioen milleluna tim (paragonabile ai punti Vodafone One)... Anche qui ipotizzo che presto qualcuno mi chieda i punti della tamoil, i punti del DiperDi o la tessera della Basko pur di farsi 5 minuti alla nove settimane e mezzo... A me pare più Amici Miei, non so a voi... |
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