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March 24 AscesaSoffermatomi per l'ennesima volta su questa salita che sembra non finire mai, per l'ennesima volta mi guardo alle spalle. Si dice che sia più facile salire guardando l'obiettivo piuttosto che ricordando la fatica fatta, ma non posso farci nulla. Manca il fiato, il cuore nelle orecchie, devo fermarmi o non ci arriverò mai lassù. Nebbia, tanta nebbia, mi impedisce di vedere bene tutto quanto è stato là indietro. O forse mi aiuta a ricordare meglio tutto quanto è avvenuto lungo questo cammino che inizia più o meno 10 anni fa. Le immagini si accavallano, e forse dovrebbero essere pensieri leggeri come il fumo di una pipa. No, sono nubi intrise di umidità che contrastano bene le immagini che lì si proiettano. Il gruppo iniziale si è sciolto, ma ogni compagnia è destinata prima o poi a sciogliersi, e il gelo mi costringe a battere i denti e a stroppicciare le gambe. Rivedo incontri assurdi, amicizie finte, lunghi viaggi verso il niente, pareti bianche dove il mio sguardo si appuntava per ore, uscite vacue da cui tornavo senza aver ottenuto altro che 11 minuti di felicità. Ed infine mi ritrovo inginocchiato con nelle orecchie la solita frase che rieccheggia "Non ne sei degno". Una frustata di vento. Due parole secche, una voce familiare "Non ti nascondere dietro ad un dito". Sarà vero? Sono io che mi nascondo dietro me stesso? La mia paura è solo la voglia di non continuare a salire, di non prendermi responsabilità, di rimanere un eterno adolescente? Così tanto il senso di colpa può piegare le ginocchia tanto da rendere impossibile andare avanti, essendo già impossibile tornare indietro? Tre figure, dall'alto del monte, mi sorridono. E con un gesto della mano mi ammoniscono. La salita è sempre lì, ed io sono sempre lì, inginocchiato. "Non ne sei degno". March 01 Lettera ad un Simone mai natoCarissimo Simone Ancora prima di nascere tu sei già morto. Oggi pensavo a te, seduto su una panchina di una squallida cittadina di provincia mentre aspettavo un treno che tardava ad arrivare. Sospeso con la testa verso i binari, pensavo al gran casino che ti avrebbe circondato, se tu fossi venuto al mondo. Alla gioia di una famiglia che ti avrebbe accolto, numerosa ed in armonia, felice di riceverti come un dono del cielo. Se tu fossi nato, Simone, probabilmente avresti imparato a leggere troppo tardi e quindi qualcuno avrebbe accompagnato i tuoi sonni con le lente parole che solo una fiaba può avere. Se tu fossi venuto al mondo, Simone, posto che questo sarebbe stato il tuo nome, magari saresti stato uno da terz'ultima fila, da casino, da note sul registro, da prime cotte già alle elementari. Avresti giocato a calcio, magari ti saresti anche fatto il fisico. Avresti guardato ad alba e tramonti come a semplici momenti della giornata, non avresti perso tempo a guardare gli altri negli occhi perchè tanto quello che conta sono le parole. Tu probabilmente ci avresti visto benissimo, e alla fine ti saresti limitato a guardare le persone per come erano ... e non per come pensavano. Non ti saresti mai sentito solo, perchè solo non saresti stato, circondato da quelli che andavano e venivano ma che comunque per un po' sarebbero stati. E giunto magari ad una laurea, ad un lavoro, ad una famiglia intesa secondo i canoni decisi da altri in altre stanze ed in altri stati, saresti giunto ai 50 anni, a fare il bilancio di una esistenza. Esistenza che peraltro non c'è mai stata e mai ci sarà, e quindi non si può fare un bilancio che ha 0 in dare e 0 in avere. Già, perchè il Simone che non è mai nato a 30 anni è felice. A 30 anni si guarda allo specchio e non pensa che qualcuno potrebbe pensare qualcosa che non ... e via di seghe mentali. Grazie a Dio Simone non è nato e anche questa forse è una sega mentale. Carissimo Simone Non so se ringraziare Dio del fatto che tu non sei nato o se bestemmiarlo perchè io lo sono e tu no. So solo che a volte, seduti su una panchina sospeso su un binario di una squallida stazione di provincia, penso a te e al fatto che non ci sei. La stessa sensazione che si avverte nel folto di una folla che cerca lo svago di un secondo, perchè un bacio rubato tra una sigaretta ed un drink è il giusto corrispettivo di 7 euro in discoteca. E' il pegno che si deve pagare perchè tu non sei mai nato |
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