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4月23日 Più realista del ReQuesto ha voglia di essere un pamphlet... e non è una roba che si mette in forno.
Da tutti i palchi e palchetti veri o reali che siano i "leader" del "movimento gay", rigorosamente "apolitico ed apartitico" (mai baggianata fu più ripetuta) si lamentano di discriminazioni e razzismo, di diritti non riconosciuti e di violenze fisiche e verbali.
Eh sì, cari signori... si pretende il matrimonio, il diritto alla procreazione assistita, al PACS, al riconoscimento di diritti inalienabili dell'uomo quando il primo tra i razzisti intransigenti è il mediomaschiogay.
Non tollera quelli troppo effemminati, perchè "Dio, se mi piacciono gli uomini non voglio mica una CHECCA come quello".
Non tollera quelli troppo machi perchè "se la tirano da etero quando non lo sono"
Non tollera i bisessuali perchè "si nascondono dietro a loro stessi e non si accettano"
Non tollera i vecchi perchè "cosa aspettano a chiudersi in una bara e a smettere di rompere le palle?"
Non tollera le lesbiche perchè "ruttano come gli uomini avendo comunque un cervello da gallina"
Non tollera i cattolici perchè "credono in Dio senza che esista: dopo tutto chi l'ha mai visto?"
Non tollera il Vaticano perchè "Io non sono cattolico, non credo in Dio, ma perchè il papa deve parlare?"
Non tollera gli etero perchè "Non esiste nessun etero"
Non tollera i transessuali perchè "Sono scherzi della natura"
Non tollera gli infoiati perchè "Fare solo sesso è squallido"
Non tollera i morigerati perchè "sotto sotto sono solo troie represse"
Non tollera la gente priva di cultura perchè "Io lo cerco soprattutto con il cervello"
Non tollera quelli che guardano troppo il fisico perchè "Io lo cerco soprattutto con il cervello"
Non tollera quelli che non si curano perchè "Ok il cervello, ma anche il fisico vuole la sua parte..."
Ce l'abbiamo uno specchio in casa?
Un consiglio: non rifacciamoci solo il rimmel o la barba là davanti! 4月19日 Siamo donne...Beh, per una volta parlo non di "noi", ma di chi, talora accompagna le nostre scorribande nei meglio resort del frociomondo.
Le "frociare", o "frociarole", o "streghe"... chiamatele come volete ma questi sordidi personaggi della gaylife imperversano ed impestano le già ammorbate arie delle discoteche. Visco ha eliminato il fumo, non ha eliminato costoro.
Già, perchè c'è da domandarsi cosa ci faccia una donna "vera" (da taluni definita "biologica", con un certo qual senso di disprezzo nella precisione del termine) in mezzo ad un gruppo di maschietti ai quali le femmine non piacciono.
Mediamente sono brutte, bruttarelle o financo non piacenti; di atteggiamento simil-lesboide, vestite nella peggiore delle fogge, spesso di qualche ettogrammo in sovrappeso e con un'inopinata tendenza allo stile dark. Ma si sa, il nero SFINA. E loro Sfiniscono.
Non tutte, però, hanno il medesimo atteggiamento.
La maggior parte di esse cerca di essere "accettata" all'interno del gruppetto che si viene a creare perchè amica o dell'uno o dell'altro, confidente a tempo pieno del povero 14enne con le turbe esistenziali dell'adolescenza e le turbe ancora più esistenziali dell'omosessualità in erba. Cercano di fare da psicologa al gruppo non ricevendo altro che una fredda e cameratesca amicizia fatta di confidenze intime e non costruita, invece, di una fisicità che loro anelerebbero.
Altre cercano di fare ancora in maniera meno accettata da "sorelle maggiori", perchè loro SI' che conoscono gli uomini. Tant'è vero che più che finocchi non riescono a raccattare. In quel caso l'amicizia mal digerita diventa una non meno simpatica ironizzata conoscenza, fatta di falsi sorrisi e battute al vetriolo da parte del gruppetto di neoadolescenti e neogay.
Per non parlare delle frociare che si innamorano dell'uno o dell'altro e tentando di reprimere le loro pulsioni verso il tanto agognato maschio si concentrano sul proprio amichetto gay a cui toccano qualsiasi cosa perchè "tanto basta sia un uomo".
Ricordo di una, addirittura, che se ne limonava più e più a sera pensando di essere così più accettata o più amata o semplicemente più simpatica.
E non si rendeva conto che, invece, era uno dei tanti svaghi del ragazzo di turno. Uno dei tanti numeri del macellaio che si ricordano il tempo che rimangono illuminati sul display. 4月14日 45... BINGO!!!!Ieri sera termino di fare il corso ai futuri arbitri (Dio, quanto mi sento professorino in questa mia funzione) e torno molto lentamente verso casa... Passo davanti ad una sala Bingo del centro città, mi guardo in tasca, vedo spuntare 10 Euro innocenti che mi pregavano di non essere spesi in quella maniera. Ignoro la loro chiamata e mi dirigo a passo deciso dentro. Voglio proprio vedere quale personaggio riesco a conoscere stavolta.
Già, perchè ogni volta che sono entrato in una sala Bingo (6 o 7 volte in vita mia) ho sempre avuto la visione di un animale sociale davvero interessante.
Cerco un tavolo piuttosto libero che mi dia visione della sala, mi libero delle vesti e attendo l'inizio della nuova partita. Davanti a me una deliziosa signora sui 70, capelli cotonati, giacchetta di lana azzurra, perfettamente truccata.
Alza gli occhi dalla cartella al termine della partita, parla con la cartella del bingo, mi guarda... EHHHH? PARLA CON LA CARTELLA DEL BINGO?... Sollevo un sopracciglio e devo assumere un'espressione stupita quando lei mi saluta e mi chiede come mi chiamo. "Simone", rispondo. Comincia, senza nemmeno darmi il tempo di comprare la mia cartella per la partita successiva, a raccontarmi vizi e virtù dei venditori, nomi, cognomi e liasons tra i vari occupanti la sala.
Davanti a questo fiume di parole assumo l'atteggiamento del buon padre di famiglia, sorriso da ictus alla berlusconi, e sguardo un po' perso perchè mi stava letteralmente esplodendo una risata dentro.
Vedo poi che allunga un euro ed un sorriso smagliante ad una tipa che le si avvicina e quando quest'ultima si allontana cambia decisamente espressione e mi dice: "Sai, questa qui è pazza... pazza in senso buono... e sta con uno scemo. Sarà anche pazza ma un sacco di volte vince; io la faccio giocare e se vince qualcosa io le do la percentuale".
A quel punto la mia espressione doveva avere il carattere del tragico... con le sopracciglia che arrivavano all'attaccatura nucale dei capelli.
Passano un paio di partite durante le quali né io né la dolce nonnina vinciamo e poi, nell'ennesima pausa, noto che la signora, con fare deciso inizia a rifarsi il trucco e a limarsi le unghie... una vera sciura d'altri tempi.
In mezzo a questo paesaggio straniante (la vecchina che si gioca l'intera pensione, parlando del suo cane e limandosi le unghie mentre parla con le cartelle; il gruppo di vecchie carampane al tavolo a fianco che tra una partita e l'altra inanellavano un cicaleccio degno del miglior pollaio; il signore in smoking che usciva ondeggiando dalla sala completamente ubriaco- e mancava la coppa di champagne-; la pazza; i vecchietti che si litigano il fatto di non aver comprato più cartelle) ho finito i miei 10 euri in circa un'oretta.
E sono uscito senza sapere se ridere come un matto o piangere come un vitello. |
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