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    July 29

    Grazie!

    La gratitudine che oggi ti esprimo qui te l'ho ancora dimostrata stamattina; non ci volevo credere, non mi volevo rassegnare che la nostra tappa insieme dovesse finire, come spessissimo temevo, dopo 15 anni insieme.
    Le tue orecchie erano sempre alte, la coda fiera, il pelo lucido: solo il passo, lento e trascinato, tradiva il male che ti portavi dentro.
    Mi hai sempre guardato così, ancora come stamattina: con quel misto di "Ti voglio bene", "Sei il mio fratellino" e "La pianti di guardarmi come se fossi deficiente?".
    Ti ho incrociato mentre sei andata a bere, ti ho stretto il muso tra le mani, ti ho sussurrato "Grazie, Ambra: questi 15 anni io non li dimenticherò mai".
    Hai scodinzolato, hai spostato il muso, mi hai guardato ancora una volta e poi con il tuo lento passo ti sei allontanata fino a sparire dietro la porta.
     
    Per me sarai sempre qui, tra i miei piedi, ad aspettare la pappa
    Per me sarai sempre quel passo ora lento ora impaziente della notte scandito dalle unghie sul pavimento, quando volevi uscire
    Per me sarai sempre quel balzo nel letto, il muso tra le mie gambe, nelle notti di inverno
    Per me sarai sempre quei colpetti con il muso quando facevo finta di non volerti vedere, ma sapevo che eri lì
    Per me sarai sempre quello sguardo vivo, pieno di intelligenza che io leggevo umana e che tu sapevi essere canina.
    Per me sarai sempre quelle orecchie tirate su quando dicevo "AMBRA!" e tu tanto ti allontanavi perchè "tanto faccio quello che voglio io!"
     
    Tu ora sei in cielo.
    Siediti di nuovo tra le gambe del nonno che ti chiamava "Ciccia!" e ti dava il prosciutto, tanto che lo cercavi ancora davanti al frigo, anche quando se ne era andato.
    Siediti di nuovo sulla poltrona vicino alla nonna, che sapevi addirittura corrompere per farti dare qualcosa.
    Siediti e da lassù abbaia un po' anche per me. Che di abbai io ne ho sempre bisogno, tu che abbaiavi così di rado.
    Fai la guardia, anche se non sei capace, al tuo giovane fratellino sempre incasinato. Sveglialo con la tua zampa muscolosa e unghiuta quando si lascia andare. Abbaia agli altri cani con tutta la tua voce, alza il pelo, se qualcuno si avvicina a voi tre.
     
    Voi siete i miei tre angeli, adesso. E gli angeli, con una frase un po' tanto ritrita ma che a me piace tanto, sono quelli che ti sollevano da terra per insegnarti a volare.
     
    100_0141
    July 28

    Dubbi amorosi

     

    Dubbio V

    Destossi l'abadessa con gran furia
    sognando di mangiar latte e giuncate,
    trovossi in bocca il cazzo dell'abbate.
    Fu peccato di gola o di lussuria?

    Risoluzione V

    Non fu gola o lussuria, è risoluto,
    perché questo caso accidentario;
    ben se l'avesse avuto in tafanario
    o in potta dubitar s'avria potuto.