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    September 21

    Q come Cultura

     Già, mancava: la finocchia acculturata.
    Ne ho parlato a spizzichi e bocconi, ma il Sacro Fuoco dell'Ispirazione proviene proprio da una conversazione con un amico stamattina che ha fatto riemergere a guisa di bolle d'aria sul sommo dell'acqua il ricordo alla vaghezza della mia mente... ecco, me so' già immedesimato... sarà forse che un tipo di finocchia acculturata è come sono io... A bocca aperta
    Ovvero il Finto Modesto: quello che magari si presenta in pinocchietti bianchi e maglietta arancione, si rasa i capelli, dice cazzo ogni tre parole ma fa tutto questo con un chiaro intento di stile. Perchè "alla chiesa co li santi e alla taverna coi ghiottoni" e tiè, tanto ti piazza la citazione su dante. Anticonformista per certi versi, poi magari assume in certi momenti quell'aria da seminarista un po' dimesso (ed un po' tanto sfigato)... ma là in mezzo compaiono quei due occhi furbetti che fan così poco sacrestia e così tanto confessionale...
    Poi c'è l'Intellettual-Anarcoide-Sinistroide-MaComunqueFinocchio, quello che è "tutto giusto, tutto lecito, cioè, troppo gggiusto", quello che "Il Papa fa schifo", la "destra è una merda", "potere Operaio" e sembra di essere tornati a Don Franco e Don Ciccio negli anni della Contestazione. Se a Cecchi Paone dicono deficiente, allora so' tutti omofobi. Parla per ore di matrimoni, adozioni, pacs, Spagna, Zapatero, che brucerebbe Bagnasco, che impiccherebbe Berlusconi, che se ne tromba 4 a sera magari con sottofondo di incensi profumati (che fa chic). E chissà come mai tutti i dischi so' tutti uguali... Tutti rotti... e Rotti sapete dove...
    Poi c'è lo Snob-Esistenzialista (vedi post di Maggio di quest'anno), che non perde occasione per trovare l'interpretazione psicologica a tutto, che legge solo riviste di Architettura Russa dell'inizio del 900 (la cosa più menosa della terra), o solo le raccolte di poesie del più sfigato autore cieco del '900 per potersi bullare di fare citazioni alla "Zang Tumb Tumb" di Marinetti. E non si rende conto che invece del Vate oracolante è diventato una specie di distributore automatico di amenità a poco prezzo.
    Ed inoltre ATTENZIONE: se vi concederà la sua amicizia (o peggio, anche di più...) è solo per aver un pubblico mai pagante e sempre applaudente, una specie di piccolo discepolo a cui fornire indicazioni e cultura... Insomma, tale è la dimensione del loro ego da volerlo esportare e moltiplicare...
    Quindi c'è il SecchioneAvita, quello con gli occhiali, manina bianca sudata, vestito da impiegato statale al primo anno, con quella malcelata aura di sfiga che lo circonda a km e km di distanza. A me questi soggetti mi fanno immediatamente diventare formale e gelido ed inizio a parlare come se avessi appena ingoiato un dizionario intero. Sarà che infarciscono i loro discorsi da parole come "Acciocchè" e parlano mai di "scopata" ma di "atto", mai di "battuta" ma di "staffilata", mai di "cazzo" ma di "membro". Allora un consiglio, si vadano a prendere un membro là ove il dorso perde il suo onorato nome.
    Per non parlare del sottotipo "SecchioneAcido", che fa di tutto per dimostrare che le sue conoscenze sono più grandi, più belle e più "meglio" delle tue... e quindi piazzerà domande, citazioni e battute argute mentre chiede il conto in pizzeria o guarda l'ora, per vedere se al pari della sig. Longari gli cadi finalmente sull'uccello... Ed in vena di "Ruota della Fortuna", con questi soggetti è meglio comprare la vocale, girarli una sola volta e poi perdere tutto...
    September 17

    "Ma scusa... per..."

    Oramai credo che ogni tipologia di finocchio, anche a grattare il fondo, sia stata descritta... non posso far altro che raccontare esperienze edificanti di vita vissuta e che non avrei mai voluto vivere...
    L'episodio risale all'inizio d'agosto, in una serata noiosa e domenicale... di quelle che si sa finiscono molto facilmente a casa davanti alla tv a vedere l'ultima amichevole dell'Inter con la Steaua di Vraznosport, 4° divisione dell'Uzbekistan.
     
    Il soggetto di cui si parla è paradigmatico, fin troppo timoroso di finire su questo blog da terminarci di diritto... sì, oramai questa sarà una specie di colonna infame... senza nomi e cognomi, ma sempre infame
    28 anni, millantato bisessuale (credo che la figa l'ultima volta sia stata avvistata insieme agli anelli di Saturno o ai satelliti di Giove), "maistatoconunuomo" ma con certe foto che nemmeno un attore porno in vena di sadomaso, e con la voce odiosamente simile a quella di un mio conoscente verboso e noioso.
    Già il prequel doveva insospettirmi, "sì, vabbè, vengo, non vengo, ce la faccio, non ce la faccio, mah, boh, chi lo sa... vediamo"... al mio oramai consueto "vabbè, famo niente, tanto lo sapevo che ti tiravi indietro" (furbo come una faina...) si risente e si presenta.
    Bel ragazzo, niente da dire, nonostante la precoce stempiatura.
    E parla, parla, parla... di figa (dopo tutto salgari parlava della malesia senza averla mai vista), di pesca (un po' come quando io parlo di calcio, fa taaaaanto maschio), di desideri... (sì, ho capito... te lo dovrei schiantare in... e non hai il coraggio di chiederlo...).
     
    Fino all'epilogo... tristissimo: io per convincerlo gli avevo detto "Vabbè, vorrà dire che ti ringrazierò per essere venuto fino a genova"... ok, forse sono stato un po' ammiccante... Mentre torniamo verso casa mi dice "Ma... per quel p*****o?".
    :| Sollevo il sopracciglio :| :| :|
    Inizia a balbettare
    :| Continuo a tenere il sopracciglio sollevato :| :| :|
    "Ma io veramente..."
    Abbozzo un sorriso ieratico: "Cerca di uscire da questo ginepraio con eleganza"
    "No è che io avevo capito..."
    Assumo tono paterno: "Vorrei capire se questo p******o va bene che te lo faccia chiunque o vuoi proprio che sia il sottoscritto a fartelo"
    "Ma io veramente..."
    "Ho capito... lassa perde"
     
    September 15

    La fede

    Quella vecchietta cieca, che incontrai
    la notte che me spersi in mezzo ar bosco,
    me disse: - Se la strada nun la sai,
    te ciaccompagno io, ché la conosco.
    Se ciai la forza de venimme appresso,
    de tanto in tanto te darò 'na voce,
    fino là in fonno, dove c'è un cipresso,
    fino là in cima, dove c'è la Croce…
    Io risposi: - Sarà … ma trovo strano
    che me possa guidà chi nun ce vede … -
    La cieca allora me pijò la mano
    e sospirò: - Cammina! - Era la Fede.
    (Trilussa)